Più vicino, ancora più vicino, troppo vicino. Così vicino da ferirsi. E’ giocato tutto sulle distanze, fisiche, emotive, cerebrali, “Closer”, lo spettacolo in cartellone ancora domani e dopodomani all’Altrove di piazzetta Cambiaso (ore 21) con regia di David Jentgens, interpretato da Federico Giani, Cristina Pasino, Alex Sassatelli e Mariella Speranza, produzione Limbic Theatre.
Il testo è il più famoso del pluripremiato drammaturgo londinese Patrick Marber, un testo duro, schietto, aspro e vero, con dialoghi a tratti ferocissimi, che mette in scena due coppie, due donne e due uomini (nella versione cinematografica di Mike Nichols interpretati da Julia Roberts, Natalie Portman, Jude Law e Clive Owen) legati tra loro da un meccanismo implacabile di amori, tradimenti, vendette, umiliazioni, abbandoni, ricatti, rivincite.
Il linguaggio è talmente realistico ed esplicito da toccare a fasi alterne le corde della comicità, della malinconia e del dolore più tagliente, in una lotta in cui le parole vengono usate come coltelli. La scena, essenzialissima, è non a caso un ring, un quadrato con gli spettatori seduti ai quattro lati che assistono ad un incontro di boxe in cui i colpi volano bassi, molto bassi.
I quattro giovani e bravi attori partono pacati, sommessi, quasi minimalisti, e salgono via via di temperatura, fino a far esplodere il magma incandescente che i loro personaggi bruciano dentro. Si parla molto di sesso, di orgasmi, di scopate, fin nei dettagli più intimi, come se “sapere” di più certe cose significasse avvicinarsi alla verità, invece che irrimediabilmente allontanarsene. E farsi del male.
E il paradosso è che quando Alice, la spogliarellista interpretata da Cristina Pasino, disarmante nel suo cinismo-corazza, dice la verità, non viene creduta. E viceversa chi mente, tradisce, inganna, altera la realtà, colpisce (temporaneamente) nel segno. La regia orchestra i dialoghi in sequenze a volte parallele, a volte incrociate, a volte sovrapposte, secondo un ritmo che non perde mai colpi, come un continuo campo/controcampo cinematografico in versione teatrale, con flashback incorporati.
Ci sono almeno tre sequenze che si impongono sulle altre. Quella, esilarante e con risate a scena aperta, dei due uomini che smanettano on line sulla chat erotica, quella tesissima e brutale della “confessione” del tradimento di Anna a Larry, e ancora la scena in cui Alice dice a Dan che non lo ama più. «Da quando?» chiede lui, «da ora, solo da ora» risponde lei. E non esiste possibile replica.
Raffaella Grassi (Il Secolo XIX), 1 Aprile 2009